{"id":502,"date":"2021-08-27T11:42:35","date_gmt":"2021-08-27T09:42:35","guid":{"rendered":"https:\/\/fred151.net\/site\/?p=502"},"modified":"2021-08-27T11:42:36","modified_gmt":"2021-08-27T09:42:36","slug":"frodi-bancarie-private-come-non-farsi-rubare-qualche-milione-di-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fred151.net\/site\/2021\/08\/27\/frodi-bancarie-private-come-non-farsi-rubare-qualche-milione-di-euro\/","title":{"rendered":"Frodi bancarie private: come non farsi rubare qualche milione di Euro"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I truffatori, mediante tecniche di social engineering, convincono la vittima a partecipare ad un investimento fittizio di qualche milione di euro. Tale investimento esclusivo viene presentato per mezzo di brochure, sito vetrina, meeting con consulenti finanziari presso finti uffici. Una volta convinta la vittima, i truffatori chiedono il versamento dell\u2019investimento su un conto corrente ubicato in un paese diverso da cui si effettua la frode. Per conquistare meglio la fiducia della vittima, i criminali realizzano un finto home banking in modo che la vittima possa accedervi e controllare il suo investimento. Dopo un anno, il dominio internet dell\u2019home banking scade per mancato rinnovo da parte dei truffatori, che nel frattempo hanno avuto tutto il tempo di cancellare le tracce e sparire, ne consegue quindi la cancellazione automatica del dominio e dati relativi. Le vittime, non riuscendo pi\u00f9 ad accedervi, cercano i contatti della banca privata sui motori di ricerca e dopo aver contattato la vera banca privata scoprono che non possiedono alcun conto e di essere state truffate, ma ormai, dopo un anno le tracce sono difficili da ricostruire e i soldi sono spariti per sempre.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Primo step \u2013 Information gathering<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I truffatori cercano pi\u00f9 informazioni possibili, sia da fonti pubbliche che da fonti private, della banca privata di cui vogliono utilizzare il nome, come per esempio: il logo, firme e-mail, template della carta intestata. Queste informazioni sono ottenute da molteplici fonti tra cui: data breach, campagne di Spear Phishing verso dipendenti della banca, tecniche di OSINT, etc\u2026 Una volta acquisite le informazioni minime per interpretare correttamente la banca, i criminali provvedono al rebranding, ovvero modificano il nome della banca privata scelta per ottenere una grafia diversa, ma con la stessa assonanza, se per esempio il nome \u00e8 composto da pi\u00f9 parole di senso compiuto allora almeno una sar\u00e0 tradotta in inglese, esempio \u201cBanca\u201d -> \u201cBank\u201d. Tale accortezza ha i seguenti vantaggi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>consente di eludere la maggior parte delle tecniche di monitoraggio di brand abuse;<\/li><li>rende pi\u00f9 difficile il buon esito delle segnalazioni di abuso del brand a e-mail e domain provider, poich\u00e9 di fatto il nome \u00e8 diverso;<\/li><li>semplifica la comunicazione con vittime la cui conoscenza dell\u2019inglese \u00e8 basilare e che non parlano la lingua del paese in cui la banca ha la sede principale.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altra informazione utile \u00e8 l\u2019acquisizione del modus operandi della banca nel contattare e proporre investimenti ai clienti, cos\u00ec da conoscere perfettamente il contesto in cui muoversi per rendere le proprie mosse verosimili. Questo tipo di informazione si pu\u00f2 ottenere principalmente nei seguenti modi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>utilizzare tecniche di social engineering per fingersi un cliente reale e osservare cos\u00ec i processi della banca;<\/li><li>aver avuto rapporti di lavoro con la banca in modo diretto o indiretto;<\/li><li>aver avuto esperienze di lavoro simili;<\/li><li>ottenere informazioni da un dipendente.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Secondo step \u2013 Selezione della vittima<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I truffatori selezionano potenziali vittime facoltose residenti soprattutto nel Nord America o Europa, ad eccezione del paese in cui opera la banca privata. Altra caratteristica importante \u00e8 che le vittime hanno una conoscenza dell\u2019inglese base e sono di madrelingua diversa rispetto alla sede principale della banca privata. Per abbassare ulteriormente il rischio di essere scoperti, i criminali evitano di contattare veri clienti della banca privata, poich\u00e9 quest\u2019ultimi sono gi\u00e0 abituati ad interagire con il proprio banker secondo un certo processo concordato, e quindi difficile da replicare. \u00c8 interessante notare che in alcuni casi, non sempre la vittima \u00e8 il possessore della liquidit\u00e0, ma possono essere anche degli amministratori di patrimonio che cercano investimenti per i loro clienti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tecnica di selezione delle vittime \u00e8 qualcosa che possiamo al momento solo supporre, potrebbero essere potenziali clienti scartati dalla vera banca, persone avvicinate dai truffatori in eventi esclusivi, nominativi presenti in data breach (es. Panama papers), etc\u2026<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Terzo step \u2013 Predisporre la frode<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fase di predisposizione della frode \u00e8 realizzata su misura per la vittima selezionata. La predisposizione prevede un set minimo di materiale e risorse:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>ufficio\/sede fittizia;<\/li><li>sito vetrina con i dati dell\u2019ufficio fittizio;<\/li><li>materiale informativo della vera banca privata con la modifica del logo e del nome con quello fittizio scelto dai criminali;<\/li><li>predisposizione di e-mail di contatto registrate con e-mail provider pubblici (es. @gmail.com, @yahoo.com).<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dominio del sito vetrina \u00e8 costruito utilizzando il nome della banca privata storpiato con la tecnica accennata prima e in pi\u00f9 il nome dell\u2019investimento. Tale scelta del nome del dominio consente di eludere la maggior parte delle tecniche di monitoraggio di brand abuse (che cercano nel web variazioni minime del nome della banca privata), poich\u00e9 una ricerca troppo ampia delle permutazioni del nome del brand potrebbero generare troppi falsi positivi. La scelta di comunicare con e-mail registrate presso provider pubblici (es. @gmail), ha il vantaggio di consentire sempre la comunicazione con la vittima anche in caso di chiusura del sito vetrina (es. richiesta di chiusura sito a seguito della segnalazione di abuso del logo da parte della banca).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sede del finto ufficio \u00e8 scelta in citt\u00e0 in cui non \u00e8 presente un ufficio della vera banca, cos\u00ec da potersi giocare la carta della nuova sede e giustificare eventuali mancanze come, ad esempio, l\u2019indirizzo del finto ufficio non presente sul sito ufficiale della banca.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La frode<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando i truffatori hanno ottenuto tutte le informazioni minime necessarie per interpretare la banca e predisposto tutto il necessario per convincere la potenziale vittima selezionata, sono pronti per la fase finale, ovvero incassare i soldi. I criminali richiedono un\u2019ingente somma che oscilla dai 10 ai 15 milioni di euro\/dollari da versare tramite bonifico su una banca diversa dal paese in cui risiede la vittima. Dopo i classici salti da un conto all\u2019altro i soldi sono trasferiti nelle tasche dei criminali e i conti utilizzati per la frode vengono chiusi. Dopo un anno, il dominio internet dell\u2019home banking scade per mancato rinnovo da parte dei truffatori, che nel frattempo hanno avuto tutto il tempo di cancellare le tracce e sparire, ne consegue quindi la cancellazione automatica del dominio e dati relativi, le vittime non riuscendo pi\u00f9 ad accedervi, cercano i contatti della banca privata sui motori di ricerca. Le vittime dopo aver contattato la vera banca privata scoprono che non possiedono alcun conto e di essere state truffate, ma ormai, dopo un anno le tracce sono difficili da ricostruire e i soldi sono spariti per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa tipologia di frode potrebbe avere un impatto sull\u2019immagine digitale della vera banca che vedremo nel paragrafo successivo e pu\u00f2 avere una frequenza di accadimento anche annuale e sono coinvolte solitamente una o pi\u00f9 vittime.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Effetti collaterali<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I principali effetti collaterali di questa frode sul brand della vera banca \u00e8 il danno di reputazione e disservizi che riguardano soprattutto il sito istituzionale. Spesso i truffatori riportano link ufficiali della banca negli allegati e-mail e nelle comunicazioni utilizzate verso le vittime per rendere pi\u00f9 verosimile la truffa. Una volta scoperta la frode, le vittime segnalano tale materiale come Phishing. La conseguenza della classificazione di spam\/phishing dell\u2019e-mail, in molti sistemi di sicurezza (come alcuni comuni antivirus) \u00e8 quello di classificare a cascata anche tutti i link presenti nell\u2019e-mail e negli allegati come spam\/phishing. Tale bassa reputazione viene poi riportata nelle liste pubbliche di e-mail spam\/phishing che a loro volta alimentano le liste dei maggiori antivirus in commercio. L\u2019effetto finale \u00e8 che il sito ufficiale della banca potrebbe non essere visitabile da tutti, perch\u00e9 i sistemi di scurezza del computer del visitatore (es. antivirus o browser safe) ritengono il sito potenzialmente malevolo e mostrano cos\u00ec un messaggio di warning che invita il visitatore a non proseguire nella navigazione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima conclusione che si evince \u00e8 la scarsit\u00e0 di awareness delle minacce informatiche, troppo sottovalutata e ignorata da chi gestisce grandi patrimoni. L\u2019attenzione ai dettagli nel riconoscere e-mail di phishing aiuta a prevenire eventuali frodi di questo tipo, esempio, perch\u00e9 mai una banca dovrebbe usare un account @gmail.com per comunicare con un cliente? Dal lato della banca queste vittime non sono clienti e non possono essere aiutate pi\u00f9 di tanto. Per evitare possibili effetti collaterali come quelli citati prima, la banca pu\u00f2 migliorare i servizi di monitoraggio di brand abuse, aggiornando periodicamente i nomi del brand monitorati, verificare l\u2019utilizzo improprio di loghi o brand nei social network, effettuare ricerche nel deep&amp;dark web, etc\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre si evidenzia sempre pi\u00f9 l\u2019esigenza di utilizzare servizi di threat intelligence, i quali identificano e individuano le minacce e i profili degli attaccanti, fornendo utili informazioni per trovare azioni di mitigazione di miglioramento continuo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I truffatori, mediante tecniche di social engineering, convincono la vittima a partecipare ad un investimento fittizio di qualche milione di euro. Tale investimento esclusivo viene presentato per mezzo di brochure, sito vetrina, meeting con consulenti finanziari presso finti uffici. 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